Giovedì 20 aprile

ore 10:00  – 13:30 – 15:00 – 17:00  Sala Danza
Compagnia TPO
Hypnerotomachia Poliphili
installazione interattiva
durata di ogni esibizione 30 minuti

regia Francesco Gandi, Davide Venturini
coreografia Anna Balducci, Erika Faccini
danza Valentina Sechi
graphic design Elsa Mersi
computer engineering Rossano Monti, Martin von Gunten
sound design Spartaco Cortesi
canto Anna Pia Capurso

Il giardino italiano è un luogo di meraviglie, l’ideale di armonia e natura nella cultura rinascimentale. Lo scopo della sua bellezza potrebbe essere letto come semplice intrattenimento, ma lo stupore suscitato nel visitatore rivela progetti più ampi. E’ il sogno di un poeta che immagina, per il piacere del corpo e dello spirito, un mondo ideale in miniatura e lo realizza insieme ad architetti e giardinieri inventando un gioco elaborato di prospettive e allegorie. Questo è un palcoscenico nel quale architetto, giardiniere e poeta creano una sorta di drammaturgia dello sguardo, qui lo spettatore prova il piacere di perdersi e ritrovarsi come se stesse vivendo all’interno di un poema immaginario.


Ore 10:30 e ore 12:00
Umberto Guidoni – Andrea Valente
Nello Spazio non c’è spazio
Incontro astronarrativo

Un giro del mondo ogni novanta minuti, sedici al giorno, è la strada che un astronauta percorre a bordo della stazione spaziale orbitante.
Umberto Guidoni, che nello spazio ci è andato due volte, racconta la sua esperienza lassù, con l’ausilio di immagini e filmati, per portarci con sé in un’orbita intera. Andrea Valente, che con Umberto ha scritto quattro libri, lo intervista sul filo della curiosità, per scoprire con lui lo scopo dei viaggi spaziali, i momenti della preparazione, gli esperimenti scientifici a bordo, le emozioni dell’assenza di peso, alternandosi con le domande del pubblico presente. Un passo verso il futuro, vicino e lontano, con lo sguardo rivolto, però, anche verso il pianeta terra quaggiù, così bello visto di lassù, che resta comunque il centro del nostro mondo.



Ore 11:30 Sala Letteratura
Andrea Laurenzi intervista Matteo Corradini
presentazione del libro Le parole di Anne Frank: il Diario

Un documento dal valore storico incomparabile in una nuova edizione filologicamente accurata, che accosta approfondimenti inediti a una nuova traduzione dall’olandese.
Simbolo della Shoah, il diario di Anne Frank è una luce nel buio della storia e ancora oggi illumina la vita di milioni di persone. Questa nuova versione, che riporta il testo alla sua primaria lucentezza, è frutto di una scrupolosa ricerca filologica, lessicale e letteraria condotta dal curatore Matteo Corradini direttamente sulla stesura originaria di Anne, liberata da interventi e tagli operati dopo la scomparsa della giovane autrice. I numerosi approfondimenti finora inediti, la preziosa traduzione dall’olandese di Dafna Fiano, la straordinaria testimonianza di Sami Modiano – che nella prefazione ripercorre per noi la dolorosa esperienza del campo – offrono a questa edizione autorevolezza, forza e una ritrovata freschezza. Da queste pagine la voce di Anne parla ai contemporanei schietta e cristallina come non mai, riaccende la memoria e la prolunga nel presente.



Ore 16:00 Sala Toro Farnese
Tra Napoli e Istanbul
Titta Fiore intervista Ferzan Ozpetek

Ferzan Ozpetek è uno dei registi più importanti ed influenti del panorama europeo. Cineasta anticonformista, dallo stile inconfondibile, asciutto ed essenziale. Turco naturalizzato italiano, rappresenta il ponte di collegamento tra la sua cultura e quella italiana. Nei suoi film affronta la tematica che più gli sta a cuore: la diversità, che sia di razza, sessuale o di classe.
A Napoli racconterà la sua storia, la sua carriera, il rapporto con la città in un dialogo aperto tra cinema e arte.



Ore 18:00 Sala Teatro

Paolo Benvegnù live acustico
presentazione del nuovo disco H3+
Paolo Benvegnù – voce/chitarra
Marco Lazzari – piano
Luca “Roccia” Baldini – basso/fisarmonica
Ciro Fiorucci – batteria

Paolo Benvegnù è uno dei migliori autori del nostro paese, un vero artista della parola suonata. Anche Mina, ha reinterpretato una sua canzone “io e Te”; i suoi brani sono stati cantati anche da Irene Grandi (E’ solo un sogno), Giusy Ferreri, Marina Rei (Il mare verticale).

Paolo Benvegnù è stato il chitarrista-cantante fondatore degli Scisma, imprescindibile gruppo alternative-rock italiano, con cui ha registrato, prodotto e composto tre dischi  su etichetta Parlophone-EMI.
Paolo Benvegnù stringe nel  2003 un accordo con le label toscane Santeria e Stoutmusic che pubblicano il suo primo album solista “Piccoli Fragilissimi Film”. Il disco diventa immediatamente un “classico” del panorama indipendente, ricevendo un ottimo riscontro di pubblico, recensioni entusiastiche e piazzandosi tra i migliori album del 2004. L’album viene seguito da un lungo tour di oltre 150 date, che riceve il premio come “Miglior Tour 2004” al MEI e si conclude ad ottobre 2005 a Firenze, con un ambizioso spettacolo intitolato “Piccoli Fragilissimi Sport”.
A fine 2007 Paolo Benvegnù da alle stampe un nuovo EP sulla propria nuovissima etichetta  “La Pioggia Dischi”, intitolato “14-19”, il disco crea grande attesa per il nuovo album “Le Labbra”, che esce a febbraio 2008 con distribuzione Venus.
L’album viene accolto immediatamente come uno dei migliori dischi italiani degli ultimi anni e viene accompagnato dal singolo de “il Nemico”, presentato live anche a Scalo76 su RAI2.
Il 3 aprile  esce l’ EP di Paolo Benvegnù intitolato “500” e lanciato dal singolo “Nel Silenzio”, prodotto da Fabrizio Barbacci ed il tour porta Paolo al Primo Maggio a Roma, sul main stage di Italia Wave per concludersi a dicembre 2009 al Circolo degli Artisti di Roma, con Dissolution, il memorabile concerto divenuto nel giugno 2010 un disco dal vivo omonimo che ha dato luogo a un fortunato tour nazionale di oltre venti date nelle principali città italiane.
Il video de “Io e il mio amore”, singolo inedito del cd “Dissolution” (2010) , vince il Premio Miglior Fotografia al PIVI 2010 , e come miglior brano indipendente 2010  nel concorso TOP INDIES 2010 indetto dal MEI. Sempre nel 2010 Benvegnu’  gira l’Italia con il suo “Dissolution Tour”  con il quale partecipa a moltissimi Festival come la Woodstock a cinque stelle organizzata da Beppe Grillo, e La città Aromatica di Mauro  Pagani.
Nel febbraio 2011 esce Hermann ( la pioggia dischi / venus),  il disco viene recensito con favore dai maggiori quotidiani e magazine nazionali.
Nell’Ottobre  2014 esce Earth Hotel per l’etichetta Woodworm Music, distribuito da Audioglobe.
Sempre nel 2015 pubblica, con gli Scisma, l’EP di inediti “Mr.Newman” (Woodworm Label), a cui segue un minitour di quattro date, tutte sold out.
A tre anni di distanza da “Earth Hotel”, Paolo Benvegnù torna con un nuovo album di inediti, “H3+”, dedicato alla perdita, all’abbandono e alla rinascita, un’antologia di visioni, dove la grazia, la molecola alla base della vita, riempie gli spazi tra le emozioni, conservando la memoria di quello che siamo stati e quello che saremo.
Con “H3+” si conclude la trilogia iniziata da “Hermann” e “Earth Hotel”: un viaggio a tre tappe all’interno dell’anima.



Ore 21:30 Salone della Meridiana
Histoire du soldat
di Igor Stravinsky,
Testo – Charles-Ferdinand Ramuz
voce narrante – Daniele Russo
direttore musicale – M° Luca Bagagli
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Storia letta, suonata, danzata e recitata, in due parti, su libretto di Charles-Ferdinand Ramuz e musiche di Stravinskij. I due, entrambi esuli, si trovavano in Svizzera nel 1918, ultimo anno della Grande Guerra, quando immaginarono il concepimento di un’opera povera, realizzabile con poche risorse, per una specie di piccolo teatro ambulante, nella struttura dell’orchestra, rinunciarono, infatti, al pianoforte, optando per un insieme di soli sette musicisti.

Per il soggetto dell’opera, invece, Stravinskij ricorre, come in altre occasioni, alla raccolta di fiabe russe di Afanasjev. Histoire du Soldat racconta di un piccolo Faust: un soldato in licenza che, tornando a casa dalla fidanzata, incontra sulla sua strada il diavolo. Il soldato possiede un violino e il diavolo, con la scusa di voler imparare a suonare, tenta – con artifici e imbrogli – di impossessarsi di questo bene prezioso.
I due autori eliminando il carattere russo del materiale originario, riescono a conferire alla loro storia una portata universale e di raggiungere così l’immortale leggenda faustiana. L’Histoire du soldat appare ancora oggi estremamente attuale: al di là dell’eterno conflitto tra bene e male di faustiana memoria, il dramma dello sradicamento pervade tutta l’opera, il soldato e gli autori stessi, infatti, sono metafora di un peregrinare continuo, costretti ad un viaggio senza meta, lontano dalla propria patria, quasi a voler sottolineare l’impossibilità dell’uomo di sfuggire al proprio destino.
Luca Bagagli