Martedì 25 aprile


Ore 10:30 e ore 12:00 Sala Teatro
Marcovaldo
di Italo Calvino
un progetto di Gianfranco Pedulla
con Marco Natalucci
e con Gianna Deidda e Roberto Caccavo
musiche originali Jonathan Faralli
progettazione scene, immagini e coordinamento costumi Claudio Pini
disegni di sabbia Fatmir Mura
costumi Alexandra Jane
tessuti Aviem
luci, fonica, proiezione video Marco Falai e Saverio Bartoli
produzione Teatro Popolare d’arteDopo vari studi e allestimenti de LE CITTA’ INVISIBILI, Gianfranco Pedullà e la sua compagnia tornano a confrontarsi con le creazioni di Calvino e arrivano, naturalmente, a Marcovaldo. Marcovaldo è stato pubblicato 50 anni fa, quando l’Italia avviava il suo percorso di industrializzazione, caratterizzato dall’arrivo in città di molte famiglie di origine contadina attratte dal bisogno di lavoro offerto dalle nuove fabbriche. Da questo punto di vista la figura di questo personaggio è sicuramente una delle più riuscite invenzioni di maschera contemporanea, buffa e malinconica, ingenua e ambigua. Marcovaldo – spesso accompagnato dalla sua vivace famiglia – è protagonista di una serie di favole moderne in una città moderna.Lo spettacolo – che utilizza una tecnica mista fra teatro d’attore e teatro d’immagine – segue la struttura narrativa delle storielle a episodi dei vecchi giornalini per ll’infanzia; il tutto, aricchito dall’utilizzo degli splendidi disegni di sabbia realizzati da Fatmir Mura, che ha collaborato con lo scenografo Claudio Pini, ideatore dell’intero progetto scenografico e di animazione. Col suo candore Marcovaldo rappresenta una possibilità di ripensare criticamente e umoristicamente i modelli di vita che dominano le nostre città.


Ore 11:30 Sala della Letteratura
Matteo Corradini intervista Giacomo Mazzariol
presentazione del libro Mio fratello rincorre i Dinosauri

Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo mondo. E a lasciare che gli cambiasse la vita.
Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.
Insomma, è la storia di Giovanni, questa. Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche. Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.


Ore 16:00 Sala Teatro
Ilaria urbani intervista Cristiano De André
presentazione del libro La Versione di C.

Per la prima volta Cristiano De André si racconta in un’autobiografia intensa e sorprendente.
Il fulcro del racconto è il rapporto con il padre Fabrizio. Una narrazione intima, un’occasione per fare i conti con un passato tribolato e un futuro ancora da scrivere. Il volume esce in contemporanea con il nuovo album di Cristiano e con una lunga tournée. Dopo il successo di De André canta De André, Cristiano continuerà la fortunata esperienza del 2009, girando l’Italia per riproporre i brani più celebri
del padre Fabrizio.
“In Gallura sembra quasi che il cielo decida di abbassarsi, come per fare un favore agli uomini. La volta stellata ce l’hai a un palmo, puoi contare tutte le stelle, puoi dare un appuntamento a ciascuna. Quando ancora la mia famiglia era unita e io avevo cinque o sei anni, dopo cena, ci stendevamo sulle sdraio in bambù e mi veniva insegnato a leggere la notte e il passato. Quando la vita è un’intermittenza di bagliori insondabili e oscurità involontarie, all’uomo resta il rifugio del proprio corpo, in esso rovista con lo scandaglio della nostalgia, ordina memorie, bonifica il passato. A quel punto il corpo diviene un villaggio interiore e i ricordi emergono come i numeri di una lotteria solitaria.”
Cristiano De André come mai è accaduto, traduce i suoi silenzi più intimi compiendo un lungo viaggio a ritroso, dalle doglie di una madre su una slitta, in una Genova innevata, fino all’ansia di un sequestro, al germogliare dei colori isolani. Dal mare che ora dona un dentice sotto gli occhi increduli di un padre e ora alza l’onda e ingoia la serenità di una famiglia, alle fughe continue da un qualcosa che non arriva e se arrivasse non conoscerebbe il gesto della carezza. Da una Londra che punge e
annienta e lega a un letto d’ospedale, all’innocenza della musica di un Conservatorio. Dalle tournée negli anni di piombo, all’emozione della propria voce che fa l’eco in platea. Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio. Questo non è un esercizio scritturale, questa è una vita seduta all’angolo di se stessa, che per non perdersi si racconta.


Ore 18:00 Sala Toro Farnese
Orchestra Sanitaensemble
Concerto dei ragazzi del quartiere Sanità

Il progetto Sanitansamble nasce nel 2008 nel Rione Sanità di Napoli. Si ispira all’esperienza di “El Sistema” un modello didattico con accesso gratuito per bambini e ragazzi ideato in Venezuela dal Maestro José Antonio Abreu che promuove la pratica collettiva musicale come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità in aree e contesti sociali difficili. Sanitansamble conta oltre 80 giovani, tra bambini e adolescenti dai 7 ai 24 anni, musicisti di due formazioni orchestrali (Orchestra Junior e Orchestra Senior) che, sotto la guida di 14 maestri e del direttore, il maestro Paolo Acunzo, hanno portato avanti in questi anni un percorso di successo.
La grande avventura di Sanitansamble nasce grazie all’intuizione di Eusebio Brancatisano e Maurizio Baratta, alla volontà di Ernesto Albanese, presidente de L’Altra Napoli Onlus, e all’impegno di padre Antonio Loffredo, parroco della Basilica di Santa Maria della Sanità, che affidano al maestro Baratta il compito di costituire la squadra dei maestri per dare inizio alle attività laboratoriali e coinvolgendo bambini e ragazzi del Rione Sanità di Napoli, che in precedenza non avevano alcuna conoscenza musicale.
Sanitansamble accoglie giovani e giovanissimi del Rione Sanità di Napoli, un quartiere spesso associato a storie di degrado e marginalità, ma in realtà ricco di un patrimonio storico-artistico di straordinaria importanza, negli ultimi anni al centro di un movimento spontaneo di valorizzazione che vede protagonisti soprattutto i giovani.


Ore 21:30 Salone della Meridiana
Cristiano De André live
De Andrè canta De André
guest artist opening Paolo Benvegnù
Cristiano De Andrè – voce/piano/chitarra
Osvaldo Di Dio – chitarra

Cristiano De André interpreta sul palco in versione acustica un repertorio ricco di nuovi brani del padre che si affiancheranno a quelli contenuti nei progetti discografici di grande successo “De André canta De André – Vol. 1” (2009) e “De André canta De André – Vol. 2” (2010) e ai suoi brani più celebri.
De André canta De André è un progetto che ha permesso di portare avanti l’eredità artistica di Fabrizio De André caratterizzandola con nuovi arrangiamenti che possano esprimere la  personalità musicale del figlio e allo stesso tempo donino un nuovo vestito alle opere, una sua impronta.
Ospite in apertura del concerto il cantautore Paolo Benvegnù.