Mercoledì 19 aprile

ore 09:30
Apertura festival
Popstairs/mann
inaugurazione di un’opera di Street art sulla scalinata esterna del museo


ore 10:00  – 13:30 – 15:00 – 17:00  Sala Danza
Compagnia TPO
Hypnerotomachia Poliphili
installazione interattiva
durata di ogni esibizione 30 minutiregia Francesco Gandi, Davide Venturini
coreografia Anna Balducci, Erika Faccini
danza Valentina Sechi
graphic design Elsa Mersi
computer engineering Rossano Monti, Martin von Gunten
sound design Spartaco Cortesi
canto Anna Pia Capurso

Il giardino italiano è un luogo di meraviglie, l’ideale di armonia e natura nella cultura rinascimentale. Lo scopo della sua bellezza potrebbe essere letto come semplice intrattenimento, ma lo stupore suscitato nel visitatore rivela progetti più ampi. E’ il sogno di un poeta che immagina, per il piacere del corpo e dello spirito, un mondo ideale in miniatura e lo realizza insieme ad architetti e giardinieri inventando un gioco elaborato di prospettive e allegorie. Questo è un palcoscenico nel quale architetto, giardiniere e poeta creano una sorta di drammaturgia dello sguardo, qui lo spettatore prova il piacere di perdersi e ritrovarsi come se stesse vivendo all’interno di un poema immaginario.



Ore 10:30 e ore 12:00 Sala Teatro
Acqua matta
di e con Cinzia Corrazzesi
musiche Lorenzo Bachini
produzione Nata Teatro

Uno spettacolo di Burattini per parlare di acqua: dell’uso, dell’abuso, dell’inquinamento e del valore infinito e pericoloso che questo bene può avere…soprattutto quando non c’è. I Burattini lo fanno a loro modo, con la comicità, la satira, l’ironia e con le immancabili gag e bastonate! Lo spettacolo è un viaggio dentro le fiabe e leggende del mediterraneo.
Tribolino, eroe e antieroe, ha combinato un guaio: ha consumato tutta l’acqua del paese di AcquaMatta per lavare il suo amico Tirapuzze. Per questo subisce la collera della moglie Ira Sonante che lo obbliga ad andare in cerca dell’acqua. Tribolino parte all’avventura e… ne combina di tutti i colori.



Ore 11:30 Sala Letteratura
Gianfranco coppola intervista Patrizio Oliva
con la partecipazione di Fabio Rocco Oliva
Lo Sparviero: la mia storia

Il primo grande «romanzo» italiano della boxe scritto da Patrizio Oliva con Fabio Rocco Oliva.
«la boxe è l’unico sport che ti insegna ad andare a faccia avanti, ad affrontare il pericolo per riuscire a evitarlo. Sul ring sei solo con te stesso, contro l’avversario. E non puoi mai girare le spalle. Questo libro racconta la boxe e il coraggio di vivere di un grande campione.» ‒ Fabio Caressa
Patrizio Oliva (Napoli, 1959) è fra i più noti pugili italiani, uno dei pochi ad aver conquistato l’accoppiata oro olimpico (Mosca 1980) e titolo mondiale (1986). Nel suo palmares da dilettante figurano tre titoli italiani, uno europeo, e la coppa Val Barker, prestigioso premio dato al miglior pugile delle Olimpiadi. Da professionista ha vinto in successione il titolo italiano, europeo (superleggeri e welter) e mondiale superleggeri. In totale ha disputato 160 incontri, ottenendo 155 vittorie e 5 sconfitte. Dopo il ritiro, è stato allenatore della nazionale olimpica (Atlanta 1996 e Sidney 2000), organizzatore di incontri tra professionisti dal 2001 al 2006 e oggi è commentatore per Sky. Fa parte dell’associazione ‘Mille culure’ che permette ai ragazzi disagiati di praticare sport gratuitamente e stare, così, lontani dalle strade.
È una storia di tenacia quella di Patrizio Oliva, lo ‘Sparviero’ della boxe. Comincia a Napoli, prima sul balcone di casa, dove si allena da solo rubando i segreti dei campioni in tv, poi, a 11 anni nella palestra Fulgor, uno scantinato buio e infestato dai topi, dove impara i rudimenti di uno sport duro e leale, in cui l’intelligenza vale più della forza e il rispetto è la prima vera regola. Un’occasione di riscatto per chi vive un’infanzia povera, in una famiglia numerosa segnata da un lutto precoce (il fratello Ciro, ucciso prematuramente da un tumore) e da un padre violento, a sua volta vittima di violenza. Nel giro di pochi anni diventa uno dei più grandi pugili, vincendo la medaglia d’oro e la coppa Val Barker alle Olimpiadi di Mosca ’80, e infine il titolo mondiale nell’incontro con Ubaldo Sacco nel 1986, rimasto nella storia dello sport e nel cuore dei tifosi. In questo libro Patrizio Oliva ripercorre la storia della sua trascinante carriera, fatta di passione, coraggio e determinazione, che ci restituisce l’epoca d’oro del pugilato e il ritratto intenso di un uomo che lotta oltre la sconfitta, in perenne sfida con la vita.



Ore 13:00 Sala Letteratura
‘Father and Son – The Game’
Presentazione in prima mondiale del videogioco prodotto dal MANN

Interventi di:
Paolo Giulierini, direttore Mann
Ludovico Solima, Università della Campania
Fabio Viola, Associazione TuoMuseo


Ore 16:00 Sala Toro Farnese
Paolo Benvegnù incontra Riccardo Sinigallia
La costruzione di un attimo

Riccardo Sinigallia nasce a Roma il 4 marzo del 1970, scrive canzoni dall’età di 12 anni. Nel 1988 forma i 6 Suoi Ex, band con cui scrive, suona e canta per quattro anni nei centri sociali e nei club nei primi anni ’90.
Nel 1997 co-produce e firma alcune canzoni inserite ne “La favola di Adamo ed Eva” di Max Gazzè e nello stesso periodo da vita al ritornello di “Quelli che benpensano” di Frankie Hi-Nrg Mc con il quale dirigerà anche il videoclip, iniziando così una lunga collaborazione che sfocia contemporaneamente in una vera e propria passione per la macchina da presa, dietro la quale realizza lavori per molte produzioni musicali personali tra le quali quelle con i Tiromancino; “La descrizione di un attimo” è l’album di cui firma con il gruppo la produzione e tutte le canzoni nel 2000, tra cui quella che darà il titolo al disco, ma anche “Due destini” che sarà nei titoli di coda de “Le fate ignoranti” e “Strade” con cui parteciperà in duetto con la band al festival di Sanremo di Fabio Fazio.
Nel 2003 il primo lavoro da solista, intitolato “Riccardo Sinigallia”, che viene spesso inserito dalla critica specializzata nelle classifiche dei migliori dischi italiani di questi anni.
A tre anni di distanza (2006) viene pubblicato “Incontri a metà strada“, album che raccoglie nuovamente molti consensi da parte della critica e con cui riesce a crearsi un proprio spazio nel panorama della canzone d’autore contemporanea.
Nel 2014 la partecipazione alla 64esima edizione del Festival di Sanremo con “Prima di andare via” e “Una rigenerazione”, inseriti nell’ultimo album Per Tutti, pubblicato il 20 Febbraio 2014: il primo su etichetta Sugar.
Nel 2015 è chiamato da Valerio Mastrandrea per comporre la traccia dei titoli di coda di “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, selezionato come film italiano per la candidatura agli Oscar 2015 e presentato all’ultimo Festival del Cinema di Venezia dove “A cuor leggero” ha vinto il premio “Ho visto una canzone” assegnato da Assomusica.



Ore 18:00
Andrea Scanzi & Filippo Graziani
Raccontano Ivan Graziani:
Il Chitarrista
Voce narrante Andrea Scanzi
Canzoni Filippo Graziani

Pochi musicisti italiani sono stati autenticamente rivoluzionari come Ivan Graziani, il primo a far davvero dialogare rock e cantautorato. Filippo Graziani, figlio del grande cantante e chitarrista, lo racconta in questo incontro-concerto.
Con lui Andrea Scanzi, che ha già raccontato con successo Giorgio Gaber e Fabrizio De André.

Filippo canta, Scanzi narra. Durante l’incontro verranno eseguiti i brani più noti (Lugano addio, Taglia la testa al gallo, Monna Lisa, Pigro), ma anche gli episodi meno famosi. Chitarrista personalissimo, presente in dischi preziosi di Lucio Battisti e Francesco De Gregori, Ivan Graziani era capace di azzardi spericolati e trame oltremodo evocative. E’ stato un pioniere mai banale e goliardicamente rivoluzionario, ironico e dannunziano, eclettico e spiazzante. Nient’affatto etichettabile e per nulla disimpegnato, casomai impegnato a modo suo. Ricordarlo, oltre che è un dovere, è un piacere che Filippo Graziani e Andrea Scanzi concederanno a se stessi e condivideranno con il pubblico di Napoli.



Ore 21:30 Salone della Meridiana
An evening with….
Ray Wilson trio live
Ray Wilson – vocals/guitar
Steve Wilson – vocals/guitar
Kool Lyczek – piano/keyboards

Torna in Italia la splendida voce di Ray Wilson, che ha caratterizzato esperienze diversissime fra loro dal grunge degli Stiltskin con la hit “Inside”, al brit pop dei Cut, nonché i Genesis di “Calling All Stations”, poi rivstati nel suo album del 2009 Genesis Classic.
Importanti esperienze formative alle quali ha dimostrato di saper tener testa e dalle quali ha saputo separarsi per camminare con le proprie gambe, affermando pienamente le sue doti artistiche di autore ed interprete di talento.
Una carriera artistica ed una storia personale dalle molte sfumature, che Ray porta sul palco in maniera sorprendentemente efficace, dando vita ad una dimensione live suggestiva ed avvincente.