Venerdì 21 aprile

Ore 10:30 e ore 12:00 Sala Teatro
AMLETINO
con il sostegno di Regione Toscana / Rete Teatrale Aretina
Regia e Drammaturgia Simone Martini
disegno luci Marco Santambrogio
scenografie e costumi Eva Sgrò
con Luca Avagliano, Alessio Martinoli e Simone Martini
disegni Andrea Rauch
una produzione KanterStrasse

L’Amleto di Shakespeare occupa, nella letteratura inglese, un posto analogo a quello che ha Pinocchio nella nostra: è un classico dei libri per ragazzi. Il nostro lavoro vuole ribadire l’importanza di confrontarsi con pensieri e parole alte già dalla piccola età. Habitat Shakespeare, in onore dei 400 anni dalla scomparsa dell’autore, è un viaggio dentro l’opera dell’immortale poeta e drammaturgo inglese attraverso parole, suoni, disegni, proiezioni video. La nostra intenzione è quella di avvicinare i giovanissimi alla visione di Amleto, agli appassionanti intrecci, ai personaggi e ai loro complessi significati, superando nello stesso tempo le difficoltà della lunghezza e dell’elaborato linguaggio in versi. Amletino è una riscrittura poetica e ironica del classico shakespeariano, realizzato in comunione e stretta relazione con l’immaginario dell’artista e illustratore Andrea Rauch. Per questa edizione di Habitat il lavoro di scrittura e di disegno hanno viaggiato di pari passo.
Non intendiamo fornire ai lettori interpretazioni esaurienti, siamo infatti convinti che “un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire” (Calvino).


Ore 11:30 Sala Letteratura
Andrea Marcolongo
La Lingua Geniale – 9 ragioni per amare il greco

Andrea Marcolongo, grecista, si è laureata all’Università degli Studi di Milano. Nella sua vita ha molto viaggiato e ha vissuto in dieci città diverse, tra cui Parigi, Dakar, Sarajevo e ora Livorno. Dopo essersi specializzata in storytelling, ha lavorato come consulente di comunicazione per politici e aziende. Capire il greco, però, è sempre stata la sua questione irrisolta e a questa ha dedicato buona parte delle sue notti insonni. Questo è il suo primo libro.
“Lo sappiamo tutti: la prima reazione davanti a un testo in greco antico spazia dalla paralisi al terrore puro. Ho scelto nove ragioni per amare e per raccontare ciò che il greco sa dire in modo unico, speciale, diverso da ogni altra lingua – e sì, per spazzar via ogni paura trasformandola forse in passione.
Innanzitutto questo libro parla di amore: il greco antico è stata la storia più lunga e bella della mia vita. Non importa che sappiate il greco oppure no.
Se sì, vi svelerò particolarità di cui al liceo nessuno vi ha parlato, mentre vi tormentavano tra declinazioni e paradigmi.
Se no, ma state cominciando a studiarlo, ancora meglio. La vostra curiosità sarà una pagina bianca da riempire.
Per tutti, questa lingua nasconde modi di dire che vi faranno sentire a casa, permettendovi di esprimere parole o concetti ai quali pensate ogni giorno, ma che proprio non si possono dire in italiano.
Ad esempio, i numeri delle parole erano tre, singolare, plurale e duale – due per gli occhi, due per gli amanti; esisteva un modo verbale per esprimere il desiderio, l’ottativo, e non esisteva il futuro. Insomma, il greco antico era un modo di vedere il mondo, un modo ancora e soprattutto oggi utile e geniale.
Non sono previsti esami né compiti in classe: se alla fine della lettura sarò riuscita a coinvolgervi e a rispondere a domande che mai vi eravate posti, se finalmente avrete capito la ragione di tante ore di studio, avrò raggiunto il mio obiettivo.”


Ore 16:00 Sala Toro Farnese
Francesco Raiola intervista Francesco Motta
incontro con set acustico
Francesco Motta – voce/chitarra
Giancarlo Maria Condemi – chitarra

Cantante, polistrumentista e autore di testi. Nasce artisticamente nel 2006, a soli venti anni, con i Criminal Jokers band pisana con cui incide due dischi, “This was supposed to be the future” (2009) e “Bestie” (2012).
Al MANN presenterà live il suo esordio solista “La fine dei ventenni” uno dei dischi italiani più apprezzati del 2016 dalla critica e dal pubblico. La fine dei ventenni è un album dalle forti tinte autobiografiche, dove il musicista toscano riflette sul passare del tempo e sulle origini e sul passaggio all’età adulta.


Ore 18:00 Sala Teatro
“CREOLOGY”
CARMEN SOUZA LIVE
Carmen Souza – voce/chitarra/piano
Theo Pascal – basso
Elias Kacomanolis – percussioni

E’ certamente una delle voci più interessanti della nuova generazione della world music. Nata a Lisbona da una famiglia Capoverdiana di estrazione cristiana, la sua musica fonde in sé tanti generi musicali: dalla Morna, la Batuke, al Jazz, al Soul e oltre. Carmen parte della forza delle proprie radici per coprire frontiere sempre nuove. Il suo modo di cantare è una versione del tutto personale della verve di Billie Holiday, Nina Simone e Cesaria Evoria: tra melodie inusuali, umori esotici, africalismi e scat jazz, vibrati controllati e frasi dall’andamento imprevedibile.
Al Festival Mann presenterà il suo ultimo lavoro “Creology”.
Creology è un passo naturale verso il mondo afro, che Carmen Souza & Theo Pascal hanno sperimentato e sentono come proprio, con la musica che in questo disco viaggia, in un percorso transatlantico, da paesi portoghesi ex coloniali, come Capo Verde, Mozambico, angola attraversando il mare in Brasile, Cuba, atterrando sulle coste di New Orleans. si possono così scoprire in questo disco ritmi come Batuque, Funana, Semba, Quilapanga, afro-brasiliana e suoni cubani e anche l’atmosfera di New Orleans, il tutto miscelato per creare ciò che abbiamo imparato ad identificare come il Souza Pascal Afrosound.


Ore 21:30 Salone della Meridiana
Tosca live
Appunti musicali dal mondo
Tosca – voce
Giovanna Famulari – pianoforte/violoncello
Massimo De Lorenzi – chitarra

Tosca, cantante e attrice eclettica, da sempre affascinata dalle musiche popolari del mondo, Tosca ha fatto sue quelle radici sonore che ogni cultura da lei approcciata ha saputo donarle. Rimettendo insieme tutti questi frammenti è nato un viaggio in acustico attorno alla Terra, tramite un mosaico musicale tanto variegato quanto armonioso. Uno spettacolo di suoni e parole che conduce l’artista e lo spettatore attraverso un percorso poetico ed emozionante, anche grazie al sapiente utilizzo di lingue molto lontane fra loro. Un “racconto in musica” che passa da un fado portoghese a una ninna nanna russa, da un canto sciamano, a un tradizionale dei matrimoni Yiddish, da una ballata zingara fino ad approdare alle nostre sponde popolari napoletane, romane e siciliane, inframmezzando il tutto con le parole di grandi poeti del mondo. Insieme a Tosca sul palco due grandi maestri polistrumentisti: Giovanna Famulari al pianoforte e violoncello e Massimo De Lorenzi alle Chitarre.

”Si dice che in un momento di sbandamento etico e sociale, l’unica ancora di salvezza siano proprio le nostre radici. Così quando mi sento persa, e non vedo via d’uscita, sprofondo negli abissi delle “tradizioni” e mi sento al sicuro, e appartenente a qualcosa di più grande e improvvisamente…sorrido!” Tosca